Un segnale può essere presente nell’archivio di un ente e non essere più leggibile sulla strada. Può essere stato danneggiato, ruotato, coperto dalla vegetazione o rimosso durante un intervento. Per chi gestisce una rete viaria, sapere dove un segnale dovrebbe trovarsi è quindi solo il primo passo. Occorre poter verificare dove si trova, in quali condizioni è e quando è stato controllato l’ultima volta.
È questa la funzione di un catasto della segnaletica aggiornato: trasformare un elenco di beni in uno strumento per programmare verifiche e manutenzione.
Un’esigenza concreta per gli enti proprietari
Il Codice della strada, all’articolo 13, comma 6, prevede che gli enti proprietari istituiscano e tengano aggiornati la cartografia e il catasto delle strade e delle loro pertinenze. L’articolo 14 attribuisce agli stessi enti, tra gli altri compiti, il controllo tecnico dell’efficienza della strada e l’apposizione e manutenzione della segnaletica prescritta. Le modalità di istituzione e aggiornamento del catasto stradale sono oggetto del decreto ministeriale del 1° giugno 2001.
Per svolgere questi compiti servono informazioni affidabili. La posizione del segnale, la sua tipologia, le fotografie, la data dell’ultima verifica e gli interventi effettuati permettono di individuare anomalie e stabilire priorità. Un dato non aggiornato, invece, può richiedere nuove uscite soltanto per accertare che cosa sia effettivamente presente.
Il tema è particolarmente rilevante quando le risorse economiche e il personale disponibili sono limitati. Conoscere lo stato della rete aiuta a destinare le verifiche e gli interventi alle situazioni che ne hanno maggiore necessità. Un possibile risparmio operativo va però misurato caso per caso, confrontando i costi di acquisizione e gestione del sistema con quelli delle attività svolte in precedenza.
Usare i percorsi che i veicoli compiono già
Un’ipotesi interessante è installare dispositivi di acquisizione delle immagini su mezzi che percorrono regolarmente la rete: autobus di linea, veicoli comunali e provinciali, mezzi addetti alla manutenzione e altri veicoli di servizio. Durante i normali spostamenti, questi mezzi potrebbero contribuire a verificare la presenza e la visibilità della segnaletica, senza richiedere per ogni controllo un percorso dedicato.
La copertura, tuttavia, non sarebbe uniforme. Un autobus osserva spesso le stesse direttrici, mentre un mezzo di manutenzione può raggiungere strade meno frequentate. Per questo i percorsi acquisiti dovrebbero essere rappresentati sulla mappa e confrontati con le parti della rete ancora da verificare.
L’intelligenza artificiale può aiutare ad analizzare le immagini, riconoscere i segnali e mettere in evidenza possibili differenze rispetto al catasto. Non equivale a una certificazione automatica dello stato della segnaletica: un segnale parzialmente nascosto, una fotografia poco nitida o un errore di localizzazione richiedono controlli e, nei casi opportuni, una verifica sul posto.
La fattibilità tecnica dell’inventario tramite rilievi mobili è documentata anche dalla ricerca. Uno studio pubblicato negli atti dell’ISPRS ha sperimentato l’individuazione e la classificazione dei segnali combinando immagini e dati raccolti da un veicolo. Lo studio mostra le possibilità del metodo e ne evidenzia anche i limiti: il riconoscimento deve essere sufficientemente robusto prima di poter alimentare un processo completamente automatico. Non presenta una misura di risparmio economico direttamente trasferibile agli enti italiani.
Il catasto come processo continuo
La tecnologia è utile se il dato raccolto entra nel lavoro dell’ente. Un sistema efficace dovrebbe consentire di confrontare i nuovi rilievi con le registrazioni esistenti, evitare duplicazioni, segnalare le anomalie da verificare e registrare l’esito degli interventi. Dovrebbe inoltre conservare la storia delle verifiche: sapere da quanto tempo una criticità è stata osservata può aiutare a valutarne la priorità insieme alla sua gravità.
In questa prospettiva, una piattaforma come Hermes potrebbe costituire un punto di integrazione e consultazione delle informazioni raccolte sul territorio, nell’ambito di uno sviluppo dedicato al catasto della segnaletica. La scelta degli strumenti viene dopo la definizione del processo: quali elementi censire, con quale frequenza verificarli, chi convalida le anomalie e come viene registrata la manutenzione.
Un catasto affidabile non elimina la necessità delle ispezioni. Permette di organizzarle meglio e di fondare le decisioni su informazioni recenti, localizzate e verificabili. Per gli enti che devono prendersi cura di reti estese con risorse limitate, è da qui che può iniziare una manutenzione più mirata.
